Sono molto curiosa e mi piace conoscere e sperimentare cose nuove. Non conoscevo nulla riguardante lo Yoga e appena si è profilata all’orizzonte una occasione sono stata ben felice di partecipare.
Sono stata invitata da un’amica a partecipare; sono giunta in un locale, ingresso accogliente da cui si accede ad in piccolo ingresso; sulla parete frontale vi è un mobile libreria ai cui laterali sono poste due panche. Pavimento in parquet da classici colori caldi… intimidita seguo le persone che entrano con me e scopro che quella che pensavo libreria non è altro che una “scarpiera”, vige la regola del camminare a piedi nudi o con calzini (che io ovviamente non avevo portato).
Continuo a seguire la scia di persone, una dozzina forse, due uomini e tutte donne una delle quali veste abiti che mi colpiscono: pantaloni neri (non so se hanno un nome particolare) sono quasi gonna lunga alle caglie poi si chiudono a pantalone, ha una casacchina rossa, un “ambaradan” strano incrociato dal collo ai fianchi color grigio…la vedo di spalle poi si gira e noto con immensa tenerezza che ha un fagottino rosa in quella fasciatura che è in sostanza un porta enfant. Che tenere… e il mio pensiero va immediatamente ad una amica che proprio venerdì ho sentito telefonicamente ed è in attesa di Anna che tra un mese sarà nelle braccia della mamma… ma torniamo a noi.
Entro in una stanza grande, molto pulita e ordinata sulla sinistra tanti cuscini in bell’ordine, sedie, e vari attrezzi. Al centro ci sono già quasi tutte le persone sedute per terra, su tappetini solo due sono sedute su sedie ed io ovviamente seguo il loro esempio.
Mi accomodo e dopo poco arriva Daniela, (l’amica che mi ha invitata) che è un po’ la guru del gruppo (spero di non dire cavolate) forse è meglio definirla una discepola.
Si nell’invito c’è scritto: «incontro di kirtan condotto dai discepoli di Swami Satyananda Saraswati» ma non c’ho capito la così detta “mazza”
Iniziano con un classico “OM” che conosco di nome ma non so a cosa serva, seguito da tante altre parole per me irripetibili (scopro solo alla fine siano parole/suoni in antico sanscrito che servono per la modulazione di vibrazioni nel fisico). Tutti loro recitano per ben 108 o 105 non ricordo, una sequela di queste parole (ma io non riuscivo neppure a ripeterle), che io ho seguito solo con una modulazione vocale dell’OM.
Dopo ci sono stati i Kirtan… sempre frasi ripetute ma non a cantilena, cantate, quasi delle nenie che modulavano un flusso in levare; che devo dire… solo che è da provare, al termine avevo le mani intorpidite dal battere le mani che è più forte di te ma è “nelle corde” battere a tempo, viene naturale.
Vibrazioni, fisico che ho sentito vibrare come la corda di un violino…rilassamento totale.
Ho deciso che continuerò a frequentare ed ora ho solo voglia di approfondire ciò che ho visto e “sentito”….
Molto bello tutto, grazie Daniela…a presto!
Sono stata invitata da un’amica a partecipare; sono giunta in un locale, ingresso accogliente da cui si accede ad in piccolo ingresso; sulla parete frontale vi è un mobile libreria ai cui laterali sono poste due panche. Pavimento in parquet da classici colori caldi… intimidita seguo le persone che entrano con me e scopro che quella che pensavo libreria non è altro che una “scarpiera”, vige la regola del camminare a piedi nudi o con calzini (che io ovviamente non avevo portato).
Continuo a seguire la scia di persone, una dozzina forse, due uomini e tutte donne una delle quali veste abiti che mi colpiscono: pantaloni neri (non so se hanno un nome particolare) sono quasi gonna lunga alle caglie poi si chiudono a pantalone, ha una casacchina rossa, un “ambaradan” strano incrociato dal collo ai fianchi color grigio…la vedo di spalle poi si gira e noto con immensa tenerezza che ha un fagottino rosa in quella fasciatura che è in sostanza un porta enfant. Che tenere… e il mio pensiero va immediatamente ad una amica che proprio venerdì ho sentito telefonicamente ed è in attesa di Anna che tra un mese sarà nelle braccia della mamma… ma torniamo a noi.
Entro in una stanza grande, molto pulita e ordinata sulla sinistra tanti cuscini in bell’ordine, sedie, e vari attrezzi. Al centro ci sono già quasi tutte le persone sedute per terra, su tappetini solo due sono sedute su sedie ed io ovviamente seguo il loro esempio.
Mi accomodo e dopo poco arriva Daniela, (l’amica che mi ha invitata) che è un po’ la guru del gruppo (spero di non dire cavolate) forse è meglio definirla una discepola.
Si nell’invito c’è scritto: «incontro di kirtan condotto dai discepoli di Swami Satyananda Saraswati» ma non c’ho capito la così detta “mazza”
Iniziano con un classico “OM” che conosco di nome ma non so a cosa serva, seguito da tante altre parole per me irripetibili (scopro solo alla fine siano parole/suoni in antico sanscrito che servono per la modulazione di vibrazioni nel fisico). Tutti loro recitano per ben 108 o 105 non ricordo, una sequela di queste parole (ma io non riuscivo neppure a ripeterle), che io ho seguito solo con una modulazione vocale dell’OM.
Dopo ci sono stati i Kirtan… sempre frasi ripetute ma non a cantilena, cantate, quasi delle nenie che modulavano un flusso in levare; che devo dire… solo che è da provare, al termine avevo le mani intorpidite dal battere le mani che è più forte di te ma è “nelle corde” battere a tempo, viene naturale.
Vibrazioni, fisico che ho sentito vibrare come la corda di un violino…rilassamento totale.
Ho deciso che continuerò a frequentare ed ora ho solo voglia di approfondire ciò che ho visto e “sentito”….
Molto bello tutto, grazie Daniela…a presto!







0 commenti:
Posta un commento