"... mi hai chiesto perchè non ho amici. Te lo spiego. Era agosto. Ero appena tornato dal mare. Al mattino rividi i miei compagni di gioco. Avevamo intorno ai tredici anni. Loro erano più liberi di me, questo li rendeva più uniti. Andavano al cinema assieme la domenica e spesso si vedevano anche di sera. Raccontai le mie vacanze al mare (quando mai a quell'età in vacanza? ...ndr) inventai qualche bugia e mi ascoltarono. Mi sentivo sicuro, più forte. Per il pomeriggio era in programma una gita in bicicletta. Dissero che sarebbero passati a prendermi alle tre. Mio nonno controllò la bici: regolò il sellino, lubrificò la catena. Alle tre ero in giardino: jeans e camicia a scacchi bianchi e blu, bici sul cavalletto davanti a me. Non venne nessuno. Aspettai sugli scalini fino al tramonto poi tornai a casa. Mio nonno non fece domande. Né io a loro quando li rividi.
Ecco, anche per questo non chiedo niente a nessuno. Non mi devono nulla. Se vogliono passarmi a prendere, io ci sono, ma non sto ad aspettare in giardino, come uno scemo, con la bici al sole. Sto in casa, disegno ponti, palazzi, città. Se qualcuno suona, è il benvenuto. Ma non lo pretendo. Come gli altri non possono pretendere che io salga in bici e li vada a cercare." da Navi in bottiglia di Gabriele Romagnoli
Perchè l'ho trascrittto, mi domando: perchè ero in uno stato d'animo particolare, mi arriva un libro ordinato su internet e la prima pagina che leggo a caso, così aprendo il libro senza una "meta", leggo questo racconto che esprime appieno il mio stato d'animo, confuso e incapace di esprimere parole compiute? niente succede per niente....





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